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Sanità:
maggiore privacy per l’assistenza a domicilio
(tratto dalla
newsletter del
Garante N. 167 del 14 - 20 aprile 2003)
28/04/03
Il diario
clinico del paziente non va inviato alla Asl
Presa di
posizione del Garante, a seguito della segnalazione di un cittadino, nei
confronti di una Asl che, giustificando il proprio comportamento con finalità di
controllo dell’erogazione dei servizi e di elaborazione statistica, richiedeva
ai propri medici di base l’invio, trimestrale, dei diari tenuti presso il
domicilio dei pazienti beneficiari del servizio di assistenza domiciliare
programmata (ADP).
La disciplina in materia, recentemente regolata dal d.P.R. n. 270/2000, art. 1,
comma 1, prevede infatti, la tenuta, al domicilio del paziente, di un’apposita
scheda degli accessi fornita dalla Azienda sanitaria, sulla quale sono annotate
le eventuali considerazioni cliniche, la terapia, gli accertamenti diagnostici,
le richieste di visite specialistiche, le prestazioni aggiuntive, le indicazioni
del consulente specialista e quant’altro ritenuto utile e opportuno. In detto
decreto, però, nessuna disposizione prevede l’inoltro di tali schede alle Asl
competenti, neanche ai fini di controllo dell’erogazione del servizi di
assistenza domiciliare.
L’Autorità ha pertanto ritenuto illegittima la richiesta dell’Azienda sanitaria
di una sistematica comunicazione di tali dati sensibili come quelli relativi
allo stato di salute. A seguito di tale intervento, la Asl si è impegnata a
rendere “immediatamente applicabile” l’indicazione fornita dal Garante di far
trasmettere i soli fogli (e non le schede) che il medico firma ogni volta che
effettua una visita domiciliare, senza alcuna indicazione della patologia
riscontrata.
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